Trattamenti Offerti

Questa pagina intende mostrare in modo comprensibile e conciso quali sono le discipline, e le problematiche che esse intendono risolvere, in campo odontoiatrico e chirurgico per le quali i Dottori Toppetti offrono la loro completa esperienza e professionalità.
Prevenzione
La prevenzione in odontoiatria rappresenta la base di partenza per evitare che si instaurino alcune patologie del cavo orale.
La visita specialistica odontostomatologica rappresenta il primo passo per la valutazione dei tessuti duri (osso, articolazioni, legamenti e denti) e molli (gengiva, mucosa, lingua etc) dell’apparato stomatognatico.
Durante la visita infatti si può:
- valutare la presenza o meno delle più comuni patologie del cavo orale;
- far comprendere la predisposizione di un soggetto ad una data patologia;
- verificare la presenza di patologie sistemiche che abbiano una qualche ripercussione sullo stato di salute del cavo orale del soggetto
- infine concentrarsi su aspetti inerenti l’educazione all’igiene orale, l’alimentazione e gli effetti del fumo sulla salute della bocca.
Non esiste un'età prefissata in cui iniziare la prevenzione; certo è necessario e meglio cominciare già dall’età pediatrica in quanto i bambini spesso ignorano quello che accade nella loro bocca e non conoscono i pericoli ai quali vanno incontro, mentre i genitori diventano ancor più consapevoli dell'importanza della prevenzione durante questo delicato periodo della crescita dei loro bambini.
Δ Torna all'inizio della pagina
Prevenzione Pediatrica
La prevenzione pediatrica mira essenzialmente ad evitare che si possano verificare dei danni ai denti decidui o da latte e a quelli permanenti.
A tal riguardo si possono praticare già all’età di 6 anni delle applicazioni di fluoro su entrambe le arcate (soprattutto in presenza di denti permanenti) che hanno lo scopo di rafforzare le strutture dello smalto dei denti attraverso la formazione della fluorapatite oltre ai ben noti effetti inibenti l’attività batterica nella formazione delle carie.
Altro elemento di prevenzione è rappresentato dalla sigillatura dei solchi e fossette dei denti permanenti ed in particolare dei molari e premolari.
Tale metodica ha lo scopo di evitare l’accumulo di palcca e quindi della formazione di carie, in piccolissime fessure e solchi presenti sulla faccia masticatoria dei premolari e molari difficilmente detergibili e in cui le setole dello spazzolino non riescono a penetrare. Si tratta della sigillatura dei solchi e fossette la quale consiste nel porre del materiale composito in maniera adesiva al di sopra di questi solchi ricoprendoli e rendendo così la superficie liscia e levigata evitando quindi l’ accumulo di palcca.
Ciò non significa che i denti trattati non potranno cariarsi in futuro, ma la possibilità che la carie si formi tende a ridursi notevolmente.
La prevenzione riguarda anche le gengive e le mucose orali che non dovrebbero mai essere interessate da infiammazione e sanguinamento, ma anzi, al contrario, dovrebbero essere caratterizzate da un aspetto di massima salute, evidenziato da un colore rosa dei tessuti gengivali e senza sanguinamento; in caso contrario, in presenza di infiammazioni si procederà ad istruzioni di igiene orale e ad educare il bambino alle corrette manovre di pulizia oltre ad effettuare una buona igiene orale professionale con le apparecchiature ad ultrasuoni in nostro possesso.
La prevenzione pediatrica riguarda anche la crescita delle strutture osse e dei muscoli del viso; la presenza di parafunzioni o di abitudini viziate o scorrette del bambino, una mancata eruzione di alcuni denti o uno scorretto ingranaggio tra i denti stessi delle arcate antagoniste, le malocclusioni in genere vanno intercettate precocemente e trattate nell’immediato .
Si tratta dell’ortodonzia intercettiva che, attraverso una accurata valutazione della posizione delle ossa mascellari, dei muscoli, della lingua, dei denti e con l’ausilio di Radiografie, è in grado di stabilire il tipo di crescita e le possibili complicazioni durante la crescita stessa e la correzione mediante apparecchi ortodontici funzionali atti a modificare il profilo di crescita geneticamente stabilito.
Δ Torna all'inizio della pagina
Prevenzione negli adulti
La prevenzione negli adulti è legata essenzialmente al mantenimento dei denti permanenti in situ, evitando la formazione di carie e l’infiammazione dei tessuti molli (gengive e mucosa) attraverso un'accurata e quotidiana pulizia della bocca. I controlli periodici rappresentano una efficace prevenzione in quanto permettono una identificazione delle patologie molto precocemente, evitando spiacevoli sorprese. La visita odontostomatologica oltre alla valutazione dei denti e delle gengive si rivolge con attenzione alla valutazione clinica e radiografica della eventuale comparsa di lesioni sospette, determinando una prognosi sicuramente più favorevole rispetto ad individui che si presentano dallo specialista solo a patologia o lesione conclamata ed evidente.
Δ Torna all'inizio della pagina
Prevenzione negli anziani
Negli anziani quanto detto in precedenza per gli adulti trova massima espressione.
In effetti con il passare degli anni l’incidenza di patologie e lesioni sospette aumenta ed è legata spesso a protesi incongrue che non sono state controllate periodicamente, ai tessuti che dimostrano una minore efficacia nei meccanismi riparatori, ad una riduzione delle difese immunitarie etc.
Quindi dai 65 anni in su diventa essenziale l’ispezione clinica intraorale semestrale o al massimo annuale del cavo orale dei pazienti in genere e a maggior ragione nei fumatori, nei bevitori di alcolici e superalcolici e in quelli riabilitati attraverso protesi.
Δ Torna all'inizio della pagina
Parodontologia
La parodontologia si occupa di tutte quelle patologie a carico dei tessuti di sostegno del dente e cioè dell’osso, della gengiva, della mucosa e del legamento parodontale che tiene il dente legato all’osso.
Si tratta nella maggior parte dei casi della comune gengivite e parodontite (piorrea) che interessano età variabili e che comportano a lungo andare la perdita precoce e prematura degli elementi dentari, dopo episodi asessuali ricorrenti.
Le gengiviti acute e croniche si possono definire come infiammazioni del tessuto gengivale più o meno protratte nel tempo, dovute alla presenza di placca e tartaro in regioni per lo più sopragengivali dei denti e che possono essere tenute sotto controllo attraverso due momenti essenziali:
- quello legato ad una accurata igiene giornaliera della propria bocca fatta secondo i canoni previsti e attraverso gli strumenti più efficaci quali lo spazzolino, il filo interdentale, gli scovolini, il superfloss e i colluttori appropriati;
- quello legato a controlli periodici del dentista che, attraverso una accurata igiene professionale (detartrasi) effettuata attraverso dispositivi ad ultrasuoni o manuali atti a rimuovere i residui di placca e tartaro eventualmente presenti, determinano l’eliminazione delle cause etiologiche della gengivite
La parodontite o piorrea può comparire già in età giovanile o più spesso intorno ai 40 anni, determinando un progressivo riassorbimento delle gengive, alitosi, ascessi periodici, mobilità dentale fino alla perdita degli elementi dentari. Le cause di tali patologie sono diverse. Il primo elemento scatenante è la presenza di tartaro sulla superficie dentale e della placca sulle superfici dei denti, dei tessuti molli, delle gengive, della mucosa e infine della lingua. Altri fattori sono: la predisposizione dell’individuo geneticamente predeterminata, la presenza di una flora microbica specifica, la concomitanza di altre patologie sistemiche quali ad esempio il diabete ed infine, non ultima per importanza, la scarsa igiene orale del soggetto.
La terapia mira a rimuovere le cause etiologiche della patologia che in primis è rappresentata dalla presenza di tasche parodontali, tartaro, placca, attraverso una meticolosa pulizia settoriale della bocca (detartrasi) oltre ad una accurata educazione alle manovre di igiene orale e ai dispositivi a disposizione da poter utilizzare in maniera corretta che rappresentano la così detta terapia di mantenimento.
Nei casi più compromessi la scelta diventa solo quella chirurgica.
Δ Torna all'inizio della pagina
Conservativa
La conservativa si occupa del ripristino della funzionalità del dente danneggiato da una patologia cariosa o da un trauma che comporti comunque una perdita di sostanza della corona dell’elemento dentario.
Il dente, una volta rimosso il tessuto carioso o, nei casi di trauma dopo averne regolarizzato i margini, va preparato con metodiche specifiche atte ad accogliere il materiale da restaurazione o otturazione.
Oggi, siamo in possesso di materiali di ultima generazione che hanno delle capacità di resistenza ed elasticità davvero molto simili a quelli del dente naturale oltre ad avere capacità adesive ed estetiche eccellenti.
Si tratta di materiali compositi di ultima generazione fotopolimerizzabili capaci di mimetizzarsi perfettamente e assomigliare molto al dente naturale.
Accanto a tali metodiche ce ne sono altre, come gli intarsi, che utilizzano sempre gli stessi materiali ma in cui la cavità cariosa, una volta rimossa, viene registrata attraverso una impronta la quale viene trasferita ad un laboratorio di odontotecnica, il quale in breve tempo ci produce il frammento mancante sempre in materiale altamente resistente ed estetico il quale verrà poi successivamente cementato. Tutte queste procedure vengono effettuate attraverso l’uso della diga di gomma che altro non è che un dispositivo di barriera alla contaminazione microbica e chimica sia per il paziente sia per il dentista e l’assistente alla poltrona, garantendo inoltre un restauro duraturo.
Δ Torna all'inizio della pagina
Ortodonzia
L’ortodonzia è quella branca specialistica dell’odontoiatria che ha lo scopo, attraverso alcuni dispositivi, di recuperare un corretto ingranaggio tra l’ arcata superiore ed inferiore, rendendo il contatto tra i denti delle due arcate armonici ed equilibrati. In definitiva l’ortodonzia si avvale di apparecchi mobili o fissi atti allo spostamento dei denti nella loro posizione naturale, recuperandone così la funzione e garantendo una buona estetica.
Troppo spesso l’ortodonzia viene vista solo come quella specialità capace attraverso lo spostamento dei denti nelle arcate a donare all’individuo una buona estetica attraverso l’allineamento dei denti e una buona funzione masticatoria, fonatoria etc. Si tratta , invece, di una branca dell’odontoiatria che spazia il suo campo di applicazione a tutti i tessuti che sono legati allo spostamento dei denti, alla correzione delle discrepanze di crescita del mascellare superiore ed inferiore attraverso una stimolazione dei tessuti molli o attraverso dispositivi ortodontici-ortopedici nel rispetto delle strutture muscolari fasciali articolari del cranio e della colonna vertebrale, evitando di modificare l’omeostasi individuale.
Chi pratica l’ortodonzia sa molto bene quanto sia necessaria la valutazione olistica (cioè globale) dell’individuo considerando la bocca e l’apparato stomatognatico una unità legata e non scissa da tutte le altre unità (organi ed apparati). Diventa quindi molto importante vedere questa branca come una delle più difficili da svolgere per le notevoli correlazioni che essa intrattiene con una molteplicità di organi ed apparati.
Δ Torna all'inizio della pagina
Chirurgia Orale
La chirurgia orale è quella branca specialistica dell’odontoiatria che interviene in tutti quei casi in cui ci sia stata una refrattarietà alle terapie convenzionali. In definitiva potremmo dire che l’accesso chirurgico o l’atto chirurgico diventa l’ultimo intervento da applicarsi per la soluzione di una lesione o patologia. In taluni casi però rappresenta l’unica soluzione: ad esempio nelle estrazioni chirurgiche semplici o in quelle più complesse degli ultimi molari (denti del giudizio) più o meno inclusi nella mucosa o nell’osso sottostante, ed ancora in quelle lesioni o meglio neoformazioni benigne come le ranule o le mucoceli (tumefazioni ad origine da ghiandole salivari con dotti ustruiti.
Potremmo citare tante altre applicazioni della chirurgia orale in ambito odontoiatrico come intervento di prima scelta, ma quello che più ci preme e far capire come l’intervento alla chirurgia debba essere correttamente pianificato attraverso una accurata anamnesi del paziente da trattare ed essere effettuato con criterio e da personale esperto e qualificato.
Gli interventi più comuni di chirurgia orale sono:
- le estrazioni chirurgiche di denti permanenti o decidui di semplice esecuzione e quelli più complessi dei denti del giudizio (ottavi) o di germectomie (ottavi in formazione) in inclusione mucosa o ossea.
- l’asporatazione di neoformazioni benigne della bocca
- le ranule e le mucoceli (tumefazioni localizzata sul labbro, al di sotto della lingua o in genere sulla mucosa orale dovuta ad ostruzione dei dotti delle ghiandole salivari);
- frenulectomie e frenulotomie;
- interventi su cisti di varia origine;
- disinclusione di elementi dentari inclusi (spesso si tratta di canini) per il loro recupero funzionale ed estetico attraverso il supporto dell’ortodontista;
- interventi di correzione ossea e dei tessuti molli dei denti compromessi da un punto di vista parodontale attraverso l’eliminazione delle tasche parodontali;
- implantologia.
Δ Torna all'inizio della pagina
Protesi
La protesi si occupa del recupero funzionale masticatorio ed estetico dell’apparato stomatognatico attraverso apparecchi mobili o fissi che sostituiscano elementi dentari persi precocemente, garantendo in tal modo una occlusione equilibrata ed armonica.
La perdita precoce di un elemento dentario determina delle modificazioni dell’osso, della mucosa, dei denti vicini e di quelli dell’arcata dentaria antagonista e comportano, se non si interviene tempestivamente, una riabilitazione che aumenta la sua complessità in maniera proporzionale al tempo trascorso tra la perdita dell’elemento dentario e la sua sostituzione.
La protesi ha come scopo anche quello di prevenire la frattura corono- radicolare di un dente devitalizzato.
I denti devitalizzati, in generale, sono più fragili dei denti naturali in quanto il trattamento endodontico comporta lo svuotamento dei canali radicolari ed in particolare una riduzione dell’idratazione del dente che ne diminuisce l’elasticità. A questo si deve aggiungere che un elemento dentario devitalizzato quasi sempre presenta delle grandi ricostruzioni della corona che, pur essendo costituita da materiale resistente, risulta essere diversa da quella del dente naturale; questo fattore può essere determinante durante la masticazione in quanto ci sono dei punti di massimo stress del restauro che possono determinare la frattura del restauro o della corona del dente in questione o peggio ancora una frattura longitudinale di tutto l’elemento dentario; quest’ultima rappresenta una delle poche indicazioni all’avulsione dell’elemento dentario. Per questo motivo è indicato protesizzare i denti più fragili (denti devitalizzati o naturali con ricostruzioni coronali importanti); in tal caso il dente ricostruito viene "monconizzato", cioè ridotto opportunamente in volume. Presa l'impronta del "moncone" l'odontotecnico potrà ricostruire, sotto le direttive dell'odontoiatra, una corona che riprodurrà l'occlusione più opportunamente. La corona ha una struttura metallica interna (leghe palladiane, oro, alluminia, zirconia) e ceramica all’esterno tale da ricostruire la funzione masticatoria dell'elemento dentario.
La protesi si divide in mobile e fissa.
La protesi mobile permette di sostituire i denti mancanti attraverso apparecchi detti appunto mobili dotati di ritenzione grazie a ganci che si ancorano ai denti, attraverso il sostegno della gengiva e della mucosa, oppure grazie ad un sigillo alla mucosa simile ad una ventosa, tutti elementi determinanti la stabilità e l’ancoraggio durante la masticazione, fonazione etc.. I vantaggi di tali protesi sono dettate dal basso costo ma hanno, come svantaggi, una bassa resa estetica, un ingombro nel cavo orale più o meno importante per il paziente, la necessità di una verifica periodica che comporta talvolta piccole modifiche; a questo bisogna aggiungere il fatto che tali protesi creano modificazioni continue sull’osso e sulla mucosa dove vengono ad appoggiarsi oltre ai denti dove frizionano i ganci che rendono molto complessa una eventuale pianificazione di passaggio ad una protesi fissa.
La protesi fissa invece ha lo scopo di sostituire i denti mancanti attraverso corone e ponti cementati, realizzati in materiale resistente e biologicamente compatibile con resa estetica molto simile a quella degli elementi naturali. I materiali per protesi sono in continua evoluzione e, a tutt’oggi, per la realizzazione di corone e ponti, ne esistono diversi, tutti comprovati da un ottimo rispetto biologico per i tessuti del cavo orale. In particolare, accanto all’oro-ceramica, all’orogalvano-ceramica, alle leghe palladiate, all’allumina vi è la zirconio-ceramica che rappresenta l’ultima innovazione ed il futuro in ambito protesico. Si tratta di materiali che, accanto alla loro grande resistenza fisica, grazie alla struttura metallica presente nel core, posseggono elevate caratteristiche estetiche perché rivestite di materiale ceramico in grado di imitare molto bene il colore del dente naturale.
La protesi fissa si affianca o meglio rappresenta anche la finalizzazione del trattamento implantare riabilitativo capace di sostituire uno o più elementi dentari persi attraverso l’inserimento di impianti in titanio capaci di simulare la radice di un dente naturale. La protesi fissa può anche mirare al recupero essenzialmente estetico dei settori frontali (incisivi e canini) in seguito a cause iatrogene o meno (fratture, traumi, discromie intrinseche, perdita di vitalità, grosse abrasioni o ricostruzioni).
In conclusione in protesi, come in tutte le altre branche odontostomatologiche, sta al clinico la corretta pianificazione del trattamento così da poter informare il paziente sulle varie possibilità terapeutiche riabilitative e infine poterlo consigliare attraverso una corretta spiegazione dei vantaggi e svantaggi dell’una o dell’altra metodica.
Δ Torna all'inizio della pagina
Diagnosi
La diagnosi si identifica come quel processo intellettivo, di conoscenza e di esperienza che porta l’odontoiatra a dare un nome ad una patologia.
Si tratta, dunque di una elaborazione di vari dati (anamnestici, clinici obiettivabili e non, statistici, sintomatologici, strumentali, etc) che porta l’operatore a dare una spiegazione di una data patologia e a darle un nome per poi passare a curarla.
Da qui si può capire come una corretta diagnosi rappresenti un elemento imprescindibile di una corretta ed efficace terapia. Ad oggi, fortunatamente, esistono oltre alle capacità dell’operatore, alcuni strumenti diagnostici capaci di aiutare il clinico nella valutazione e nella diagnosi differenziale di talune patologie; tra tutte merita un particolare merito la radiologia convenzionale e ancor di più oggi quella digitale.
Δ Torna all'inizio della pagina
Endodonzia
L’endodonzia è il settore dell’odontoiatria che si occupa di quella che in gergo viene definita la “devitalizzazzione dell’elemento dentario”.
In pratica si tratta di un aspetto molto complesso che riguarda la parte interna del dente ed in particolare i tessuti della polpa dentaria composta da vasi, nervi e cellule mesenchimali del tessuto fibroso che occupano lo spazio della rete di canali e canalicoli delle radici dei denti.
In definitiva un elemento dentario colpito da una patologia cariosa che ne abbia compromesso nervi e vasi deve necessariamente essere sottoposto ad una terapia endodontica per evitare spiacevoli conseguenze e complicanze che sono le lesioni periapicali, i granulomi e le cisti. La terapia endodontica consta di varie fasi realizzative:
- rimozione del tessuto cariato e visualizzazione degli imbocchi dei canali radicolari dove effettuare la pulizia e preparazione di un buyon accesso per gli altri strumenti;
- fase ispettiva di sondaggio dei canali radicolari e dell’anatomia degli stessi grazie anche all’uso delle radiografie per giungere la lunghezza di lavoro atta a stabilire il confine tra lo spazio occupato dalla polpa dentaria e quella esterna occupata dal legamento del dente e dal tessuto osseo;
- sagomatura e detersione attraverso degli strumenti idonei e irriganti per la rimozione del tessuto infetto, di microrganismi patogeni e per consentire una completa disinfezione dei canali radicolari;
- medicazioni intermedie (una o più in base alle necessità e alla situazione) necessarie per ridurre la carica microbica e per creare un ambiente ostile allo sviluppo di colonie microbiche;
- otturazione dei canali radicolari con materiali idonei e riempimento degli stessi fino alla lunghezza prestabilita;
- valutazioni radiografiche dei vari steps oltre a quello finale della risoluzione delle lesioni presenti all’apice dell’elemento dentario trattato;
- ricostruzione dell’elemento dentario che spesso risulta di vaste dimensioni per la grande quantità di tessuto dentario cariato asportato e che spesso necessita di perni endocanalari in fibra di vetro, carbonio, titanio o metallo da inserire appunto all’interno dei canali radicolari per aumentare la resistenza del dente stesso alle forze masticatorie;
- l’elemento dentario così trattato dovrà seguire dei protocolli di controllo radiografico per circa un anno per valutare la scomparsa di qualsiasi sintomatologia e per valutarne la scomparsa di eventuali lesioni periapicali presenti all’inizio del trattamento;
- infine l’elemento dentario “devitalizzato” dovrà in tempi brevi essere sottoposto a terapia protesica atta a determinare una distribuzione delle forze masticatorie su una superficie più ampia quali quelle del suo bordo circonferenziale e scongiurare possibili fratture longitudinali per le quali ad oggi esistono solo terapie di tipo estrattivo.
In definitiva la cura endodontica permette di mantenere in bocca un elemento dentario compromesso il cui destino sarebbe solo l’estrazione e che richiederebbe ulteriori spese nella sua sostituzione.
Oggi per fortuna questo tipo di terapia di complessa esecuzione comincia ad essere sempre più predicibile e ben considerata anche dai non addetti ai lavori perché attraverso un lungo protocollo permette di tenere in bocca elementi dentari propri che anche senza una capacità sensoriale (freddo e caldo) posseggono comunque idonee capacità funzionali masticatorie e per le quali non è necessario arrivare a grosse riabilitazioni protesiche o implantologiche.
Δ Torna all'inizio della pagina
Radiologia digitale
La radiologia in campo odontoiatrico ha fatto riscontrare una crescita esponenziale nella tecnologia diventando elemento diagnostico indispensabile per qualsiasi esperto del settore. Oggi, fortunatamente, si parla sempre più di radiologia digitale sia per i suoi benifici in termini biologici per il paziente, sia per la sua rapidità di esecuzione che della risposta diagnostica efficace.
Infatti, le alte dosi di radiazioni e il tempo di esposizione che prima ne limitavano l’uso, oggi, grazie alla radiologia digitale si sono notevolmente ridotte (70%-80% in meno rispetto alla radiologia odontoiatrica tradizionale) determinando un rapporto costo/beneficio per il paziente di gran lunga migliore. Il vantaggio della radiologia digitale non si esaurisce solo nella delicata questione della riduzione delle dosi di radiazione e dei tempi di esposizione per il paziente ma anche sulla qualità delle immagini così reperite, sulle varie elaborazioni che su di essa si possono eseguire (misurazioni, colorazioni, ingrandimenti etc), ed infine sull’archiviazione delle stesse immagini. Per il clinico oggi la radiologia digitale rappresenta un mezzo indispensabile nella sua pratica clinica. La radiologia digitale si articola in:
- sensore a CCD/altro capace si essere colpito dal fascio di radiazioni e trasmetterlo tramite un cavo di collegamento o attraverso onde radio ad un terminale;
- terminale composto da PC dedicato con software specifico per l’apparecchiatura radiologica digitale al quale afferiscono i dati recepiti dal sensore CCD/altro e che attraverso elaborazioni determinano l’immagine sul monitor;
- capacità di miglioramento dell’immagine, misurazione, colorazione densitometria ossea, valutazione dei particolari attraverso zoom dell’immagine etc.
Da tutti questi elementi sono evidenti gli innumerevoli vantaggi della radiologia digitale la quale va sempre usata in maniera ponderata e attenta e non in maniera indiscriminata, con la consapevolezza di effettuare un esame strumentale capace di dare delle notizie al clinico indispensabili per una corretta diagnosi e della necessaria terapia e con costi biologici per il paziente estremamente ridotti.
Δ Torna all'inizio della pagina
Sterilizzazione
La sterilizzazione rappresenta una fase di estrema delicatezza e importanza perché rappresenta un elemento fondamentale per creare un ambiente e uno strumentario operativo salubre e privo di qualsiasi microrganismo.
La sterilizzazione del nostro strumentario segue delle linee guida dettatte dalle normative previste dagli ordini competenti quali quelle delle ASL/ASUR oltre a quelle emanate dagli ordini e dalle associazioni professionali. Il personale preposto (assistente alla poltrona) viene perfettamente istruito all’esecuzione di tali manovre che, anche se piuttosto standardizzate, devono essere continuamente aggiornate. Esse constano in:
-un passaggio dello strumentario usato in un liquido detergente per un periodo di 1-2 ore;
-lo strumentario viene risciacquato e vengono eliminati, con strumenti specifici, i residui di cemento,sangue, etc;
- successivo passaggio dello stesso strumentario in vasca ad ultrasuoni con soluzioni enzimatiche ad elevata temperatura per circa 15 minuti per consentire una sterilizzazione a freddo dello strumentario;
- risciacquo accurato degli strumenti e loro asciugatura;
-gli strumenti vengono imbustati in kit di facile reperimento per il dentista e le assistenti;
-inserimento dei kit preparati nell’ autoclave di classe B e sterilizzazione a vapore ad alta temperatura e pressione per circa 20 min..
Il kit così sterilizzato sarà pronto per essere usato privo di qualsiasi microrganismo garantendo la salubrità delle operazioni che si svolgeranno nel cavo orale del paziente ed evitando così la trasmissione di pericolose infezioni crociate sia per il paziente che per il dentista e l’Aso.
Tutte queste fasi richiedono una accurata preparazione del personale ausiliario dedicato e una completa conoscenza dei prodotti e delle operazioni eseguite, oltre alla accurata conoscenza delle apparecchiature usate.
La sterilizzazione dei locali dedicati (pavimenti, muri etc) è di difficile realizzazione in quanto queste superfici risultano difficilmente sterilizzabili. Per esse si parla di sanificazione degli ambienti attraverso una pulizia con detergenti e prodotti specifici delle varie superfici periodicamente effettuato dal personale Aso addetto oltre che da ditte di pulizie preposte.
